Già nei primi anni Duemila Francesco Bearzatti era un jazzista apprezzato ed aveva al suo attivo pregevoli dischi per la Caligola e la Auand, oltre a svariate collaborazioni; ma fu all’inizio del 2008 che venne prepotentemente alla ribalta internazionale con il CD Suite for Tina Modotti (Parco della Musica Records). Da quel momento l’affiatatissima formazione, completata da Giovanni Falzone, Danilo Gallo e Zeno De Rossi, sarebbe diventata per tutti il Tinissima Quartet.
Oggi il cinquantaquattrenne sassofonista e clarinettista friulano, dopo aver superato lo scorso anno un delicato intervento chirurgico e dopo la sosta forzata del lockdown per il coronavirus, sta vivendo una splendida maturità artistica, carica di consapevolezza e di entusiasmo creativo. Proprio in questi giorni è prevista l’uscita di Zorro per la CAM Jazz, il quinto progetto di Tinissima che ha suscitato pareri entusiastici in chi lo ha già ascoltato dal vivo. Della genesi e dei contenuti di questo album, atteso da tempo, di altre importanti collaborazioni, di quello che ha comportato il lockdown e di altro ancora si parla con Bearzatti in questa intervista che ci ha gentilmente concesso.
