Informazioni

FRANCESCO BEARZATTI
“The Peace Concert”

NEW ALBUM!

Parco della Musica Records

Francesco Bearzatti clarinetto, sax tenore
Federico Casagrande chitarra elettrica
Alessandro Turchet contrabbasso
U. T. Gandhi percussioni

Quartetto d’Archi Arrigoni:
Giovanni Di Giorgio violino
Domenico Mason violino
Jessica Orlandi viola
Alan Dario violoncello

Più di due anni fa, ho ricevuto da Flavio Massarutto, direttore artistico del festival, la proposta di presentare un nuovo lavoro per l’apertura di San Vito Jazz, in collaborazione con il quartetto Arrigoni. Questa richiesta mi ha portato a interrogarmi a fondo su quale potesse essere la fonte d’ispirazione più adatta per dar vita a un progetto originale e significativo. Fin dall’inizio, il mio obiettivo era quello di costruire un concept, in linea con le esperienze maturate nei miei lavori precedenti come quelli con il mio quartetto Tinissima, oppure come “Portrait of Tony”, la biografia musicale dedicata a Tony Scott. Successivamente, avrei pensato anche agli arrangiamenti per il quartetto d’archi, con l’intento di integrare al meglio le diverse sonorità. Nel periodo in cui iniziavo a progettare questo lavoro, il mondo era attraversato da numerosi conflitti e da una forte propaganda di guerra, volta a demonizzare chiunque si esprimesse a favore del dialogo e della pace. Questa atmosfera mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a scegliere proprio la pace come tema centrale del progetto. Da queste riflessioni è nato il concerto che ho scritto, articolato in quattro movimenti, pensati appositamente per un quartetto jazz e un quartetto d’archi. Per completare il minutaggio del disco, ho deciso di includere alcune composizioni aggiuntive: “H.C”, un brano dedicato a C. Haden, musicista e attivista di grande importanza per me, che rappresenta anche la mia prima esperienza di arrangiamento per quartetto d’archi; e “Guardieladri”, una composizione nata tempo fa per rendere omaggio a uno dei capolavori del neorealismo cinematografico italiano, qui arrangiata da Marco Bianchi.
Con questo lavoro desidero invitare all’ascolto e alla riflessione, augurando a tutti di trovare in queste note un messaggio di pace e di dialogo.

Francesco Bearzatti

FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA QUARTET 

“X (Suite For Malcolm)

IN USCITA IN FORMATO VINILE A MARZO 2025 

IN OCCASIONE DEI 100 ANNI DALLA NASCITA DI MALCOLM X

“X (Suite For Malcolm)” prodotto dalla Parco della Musica Records è un lavoro di Francesco Bearzatti scritto per il  suo Tinissima Quartet.

Pluripremiato nel 2010 come disco dell’anno Musica jazz, miglior album Italia e miglior grafica album al Jazz It Award sezione lettori, è un concept album dedicato al leader afroamericano Malcom X. 

Nel Marzo 2025 l’album sarà ristampato in formato vinile in occasione dei 100 anni dalla sua nascita.

“Grazie alla musica afroamericana e alla lettura,  ho scoperto la figura di Malcolm X, ne sono rimasto stregato e ho sentito il bisogno di musicare a modo mio la sua storia.

Sono felice e onorato che in occasione del suo centesimo compleanno questo lavoro, che è anche grafico, grazie alla collaborazione con Francesco Chiacchio, venga riproposto all’ attenzione del pubblico.”

Francesco Bearzatti

Un caleidoscopio di idee e di accenti, che muta continuamente dalle atmosfere più liriche e raccolte alle sonorità più rock, dance, hip hop, composto e arrangiato per esaltare le possibilità espressive di quattro fra i musicisti jazz più ispirati e versatili del panorama internazionale. “Malcolm X Suite” è un tributo all’uomo che con la sua azione e il suo pensiero ha contribuito a imprimere un cambiamento radicale nel rapporto fra cittadini bianchi e di colore negli Stati Uniti. Un tributo al suo messaggio di libertà e dignità.

Line up

  • Francesco Bearzatti – sax, clarinet, xaphoon, electronics
  • Giovanni Falzone – trumpet, human effects
  • Danilo Gallo – double bass, electric bass
  • Zeno De Rossi – drums, percussions
  • Napoleon Maddox – voice on X Epilogue

FRANCESCO BEARZATTI & FEDERICO CASAGRANDE

“AND THEN WINTER CAME AGAIN”  NEW ALBUM OUT NOW!

Questo nuovo album segna una sorta di passaggio di testimone. Dopo “Lost songs”, composto essenzialmente dal sassofonista per il duo, è ora il turno del chitarrista di offrire al suo partner le proprie composizioni.
E il duo continua a sedurre.
Perché, va detto, questi due musicisti vanno d’accordo quasi telepaticamente. Marciano allo stesso ritmo verso un unico obiettivo: dare vita al suono e all’aria di questi brani concepiti come canzoni talvolta crepuscolari o spettrali.
Con l’idea costante di dare alla musica lo spazio necessario per respirare, i due interpreti di questo dialogo si completano a vicenda. Francesco Bearzatti al tenore (che suono!) o al clarinetto fornisce la linea melodica che disegna con dolcezza e raffinatezza. Il Bearzatti provocatore che avevamo conosciuto in contesti quasi punk-jazz, si rivela qui come un tenore Lesterian innamorato della bella frase. Un lirismo di seta.
Quanto a Federico Casagrande, il più elegante dei jazzisti della capitale, di cui avremo modo di parlare anche nell’album di Gauthier Garrigue, oltre alla bellezza poetica delle sue composizioni chiaroscurali, che evocano i mondi di Kenny Wheeler, Motian e persino Bill Frisell, porta in questo duo gli strati armonici di cui solo i grandi sanno circondare la musica per darle quella forma ectoplasmatica e bella al tempo stesso. Mai in primo piano ma sempre al servizio della forma del suono, sempre garante dello spazio della musica, brilla sullo sfondo.
“And then winter came again” suona come un viaggio onirico popolato da strani esseri che ti attirano e ti affascinano. In questo viaggio incantato, dobbiamo ammetterlo, ci lasciamo trascinare da queste muse in una terra altrove.
BEARZATTI – RISSO – BARBIERI
“BEHIND ANATOMY” NEW ALBUM OUT NOW!

Pubblicato da Auand Records, “Behind Anatomy” è il risultato di uno sforzo collettivo. Presenta il dinamico e creativo musicista Francesco Bearzatti al sassofono tenore e al clarinetto, insieme al contrabbassista, compositore e produttore elettronico Stefano Risso e al batterista Mattia Barbieri, un musicista che porta la stessa energia e lo stesso approccio sia alla musica elettronica che a quella acustica.

In questo contesto, l’aggiunta dell’elettronica (di Stefano Risso) diventa molto più del solito: un prezioso assistente. Escludendo intenzionalmente uno strumento armonico, il trio tratta l’elettronica come una sorta di quarto musicista, adottandola per riempire le texture armoniche altrimenti mancanti.

Perché creare musica ispirata al film del 1959 di Otto Preminger “Anatomia di un omicidio”? Forse perché questo film è un capitolo significativo nella storia del cinema? O forse perché la sua colonna sonora ha un fascino unico? Come spiega Stefano Risso a nome del gruppo: “Non lo sappiamo con certezza. Abbiamo sempre amato la colonna sonora di Duke Ellington. Abbiamo pensato a lungo di costruire una storia attorno a questo. Inoltre, l’idea di comporre musica non per una vera colonna sonora, ma di reinterpretare una colonna sonora di un film, mi ha davvero affascinato. Il concetto è molto semplice: si tratta di estrarre parti di quella colonna sonora e trovare nuove armonie e ritmi sovrapponendo musica campionata. Per spiegarlo meglio: due accordi presi da pezzi diversi creano un poliaccordo; due ritmi da pezzi originali diversi creano un poliritmo. Da lì, puoi immaginare, combinare e scrivere nuova musica. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto. È simile all’idea alla base dell’hip-hop. In molti di questi pezzi, abbiamo creato sezioni che chiamiamo “Hip”, che sono come dei ritornelli con melodie molto semplici, sebbene sovrapposte a poliaccordi o poliritmi. È un processo di stratificazione che rivela il blues nell’originale colonna sonora, la semplicità dell’hip-hop e la freschezza del jazz contemporaneo.»

“POST ATOMIC ZEP OUT VENERDÌ 28 APRILE!

FRANCESCO BEARZATTI
“POST ATOMIC ZEP”

Francesco Bearzatti – sax, elettronica
Danilo Gallo – basso, elettronica
Stefano Tamborrino – batteria, voce

Venerdì 28 aprile esce in formato fisico e su tutte le piattaforme streaming
“Post Atomic Zep”, il nuovissimo album dell’acclamato sassofonista italiano Francesco Bearzatti, noto per il suo approccio al jazz che è solito spingersi oltre i confini del genere. L’album – su etichetta doKumenta Music e distribuzione a cura di TAG – si costituisce come un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin.
Affiancato da talentuosi musicisti al basso, alla batteria e agli effetti per chitarra dal vivo, Bearzatti offre una versione fresca ed elettrizzante di alcuni dei più grandi successi dello storico gruppo britannico.

Undici tracce che riflettono lo stile caratteristico del sassofono di Bearzatti – capace di fondere melodie intricate a improvvisazioni audaci e rocambolesche  – e risuonano di influenze che vanno dal free jazz al rock: “Post Atomic Zep” promette di essere un must per gli appassionati di musica avventurosa e di artisti come John Zorn e The Bad Plus. Ai grandi classici dei Led Zeppelin quali Stairway To Heaven e Going To California sono affiancate anche alcune composizioni originali frutto della visione creativa unica di Bearzatti e dei suoi collaboratori. Con il suo approccio innovativo alla piegatura del genere e all’esplorazione musicale, questo album farà sicuramente scalpore sia nel mondo del jazz che in quello del rock.

“Con questo nuovo progetto ho voluto chiudere un cerchio molto importante per me, cominciato nel lontano 2005 con la pubblicazione di tre pezzi dei led Zeppelin uniti a mo’ di suite.Terminare un intero lavoro sulla musica degli ZEP e poterlo portare in tour era una cosa che avevo in mente da anni e sono felice di esserci finalmente riuscito. Mettere il distorsore sul sax e sentirsi contemporaneamente Page e Plant non ha eguali per me che sono cresciuto con questa musica. Attraverso l’improvvisazione sono in grado di rimaneggiare il repertorio dei Led Zeppelin in totale libertà e grazie all’apporto di musicisti meravigliosi come Gallo e Tamborrino la sensazione di essere una rock band è reale.”

Francesco Bearzatti

Video

Galleria Foto