Informazioni
Narratore innamorato delle parole e capace di prodigiose innovazioni, straniero sempre e ovunque eppure profondamente italiano, musicista all’eterna ricerca dell’altro, attirato irresistibilmente dai processi rivoluzionari purché liberi e mutevoli e non rigidi, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana.
Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al Conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi alla Jazz Mobile di New York con George Coleman.
Per molti anni si dedica alla musica rock e pop, per diverso tempo si esibisce nelle discoteche locali anche nelle vesti di dj e incide alcuni progetti di musica elettronica che segnano profondamente la sua corsa musicale: “ho suonato molta musica pop specie quando ero molto giovane. Ho suonato per cinque anni in discoteca, più o meno tutte le sere, lavorando con vari dj , e mi è capitato di registrare anche molta musica elettronica.
Questo tipo di situazioni rappresenta un’influenza ancora oggi molto evidente: fa parte del mio background e quando penso ai miei progetti, mi viene naturale andare a pescare anche nel mio passato extra-jazzistico”.
Tra le prime e più importanti esperienze formative è certamente il disco “live at vartan” – e conseguente tournée negli stati uniti – a nome del trombettista russo Valery Ponomarev nel quale si ritrova a suonare con il batterista Ben Riley, storico partner di Thelonious Monk. Forma nel 1994 il Kaiser Lupowitz trio, formazione legata al periodo veronese e composta da Enrico Terragnoli alla chitarra e Zeno
De Rossi alla batteria, che prende il nome da un investigatore privatore, personaggio inventato da Woody Allen per una short story, cui viene dato l’incarico di trovare Dio.
Di chiara ispirazione newyorkese, specie per quell’avanguardia che si stava consumando all’interno della Knitting Factory, il trio si contraddistingue per una profonda spinta folk, con mescolamenti vari con il klezmer e la musica indiana. Insieme registrano un paio di dischi: “Dommage” gode anche della partecipazione di Kurt Rosenwinkel alla chitarra; “you don’t!”, inciso al systems two studio di Brooklyn, vede affacciarsi Josh Roseman al trombone. Il primo disco da leader è intitolato “Suspended Steps”, inciso per la Caligola Records in quartetto con Paolo Birro al pianoforte, Marc Abrams al contrabbasso e Max Chiarella alla batteria. Il disco, pubblicato nel ’98 e formato da repertorio quasi totalmente originale, gode di un buon consenso di pubblico e della critica specializzata (in particolare sul magazine francese jazzman). Tuttavia il periodo seguente, gli anni trascorsi in Francia, a Parigi, segnano per Francesco l’apice della sua corsa artistica. Stringe un’ottima amicizia con aldo romano e partecipa alle registrazioni di “Because of Bechet”. Proprio in quell’occasione incontra Emmanuel Bex, virtuoso suonatore di organo. I tre formano il Bizart Trio capeggiato da francesco e registrano “Virus” per l’Auand Records di marco valente (2002) e replicano due anni più tardi con “Hope” nel quale compare anche Enrico Rava. Nel 2003 viene votato miglior nuovo talento al top jazz indetto dalla rivista specializzata musica jazz.
Tra le molte collaborazioni, sicuramente di rilievo è quella con Giovanni Mazzarino. Francesco prende parte a diverse incisioni sia del quartetto che del quintetto del pianista siciliano, da “plays ballads” del 1999 a “live allo spasimo” del 2003,suona con T. Harrell, R. Brecker e molti altri.
Prende parte al nuovo disco di Gianluca Petrella “indigo 4” per la Blue Note ed è tra i protagonisti del quintetto di Stefano Battaglia con il quale ha già inciso un disco-tributo a Pier Paolo
Pasolini. Sempre per Auand Records incide con i Sax Pistols “Stolen Days” (formazione nella quale lo affiancano Stomu Takeishi al basso elettrico e Dan Weiss alla batteria. Dopo aver partecipato al secondo disco dell’indigo 4, nel febbraio del 2008 viene pubblicato dalla parco della musica records il disco “tinissima”, lavoro interamente dedicato alla figura di tina modotti e concepito con la tromba di Giovanni Falzone e la ritmica formata da Danilo Gallo e Zeno De Rossi, questo è considerato uno dei lavori più interassanti del 2008.
Vince nell’ambito del referendum top jazz 2009, indetto dalla rivista musica jazz, il premio come `strumentista dell’anno sezione ance“.
Miglior musicista europeo 2011 accademie jazz francaise.
Nel 2010 “x (suite for malcolm)“ viene premiato come “miglior disco dell’anno“ nel top jazz 2010 e come miglior album in italia da jazzitaward.
Miglior ancia 2011 referendum musica jazz e miglior sax tenore jazz it awards. In Francia collabora con Luis Sclavis, J.Pierre Como ed entra a far parte del 5tetto di Henri Texier con il quale incide Canto Negro. Nel 2011 esce per CAM Jazz il disco Monknroll che in Francia avrà un enorme successo e portera il 4tetto in tour mondiale. Esce 4 anni dopo “This Machine Kills Facists”, omaggio a Woody Ghutrie e nell’ Ottobre 2020 esce per CamJazz l’album “Zorro”: nel centenario della creazione di Zorro, il sassofonista Francesco Bearzatti e il suo tinissima Quartet presentano l’ultimo contributo al vasto e spettacolare panorama jazz. Zorro è una favolosa Suite in cui trovano posto grandi temi di respiro cinematografico, interludi romantici, ampi paesaggi e inseguimenti movimentati.
Nel 2022 è uscito l’album “Potrait of Tony” (Parco della Musica Records), dedicato a una leggenda del jazz dalla vita irrequieta e avventurosa: il clarinettista, sassofonista e pianista di origine siciliane Tony Scott.
Nel 2023 Bearzatti ha portato in tour il suo nuovo progetto (seguirà un album per Cam Jazz) dal titolo P.A.Z – POST ATOMIC ZEP in cui affronta il repertorio dei Led Zeppelin in maniera assolutamente personale. Con lui sul palco due musicisti straordinari quali Danilo Gallo al basso e Stefano Tamborrino alla batteria.
A distanza di 15 anni, nel centesimo anniversario della nascita di Malcolm X, è uscita la ristampa in vinile del disco di Francesco Bearzatti Tinissima Quartet “X (Suite for Malcolm)” uno dei progetti della Parco della Musica Records che ha ottenuto più riconoscimenti da parte del pubblico e della critica arrivando a conquistare anche il Top Jazz 2010 come miglior album e migliore formazione.
Per celebrare l’evento il gruppo si è esibito dal vivo il 17 giugno nell’ambito di Summertime 2025, la stagione estiva della Casa del Jazz a Roma.
FRANCESCO BEARZATTI SOLO
FRANCESCO BEARZATTI – FEDERICO CASAGRANDE DUO
FRANCESCO BEARZATTI – GIOVANNI GUIDI DUO “STRANGE FRUITS” Omaggio alla voce e alla vita di Billie Holiday
FRANCESCO BEARZATTI TRIO “THE BEARS”
Francesco Bearzatti – sax
Alessandro Turchet – basso
Luca Colussi – batteria
P.A.Z. – POST ATOMIC ZEP NEW!
FRANCESCO BEARZATTI PLAYS LED ZEPPELIN
Francesco Bearzatti – sax
Danilo Gallo – basso
Stefano Tamborrino – batteria
FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4ET
“X (Suite for Malcolm)” NEW!
Francesco Bearzatti – sax, clarinet, xaphoon, electronics
Giovanni Falzone – trumpet, human effects
Danilo Gallo – double bass, electric bass
Zeno De Rossi – drums, percussions
Napoleon Maddox – voice on X Epilogue
Francesco Bearzatti – sax, clarinetti
Danilo Gallo – basso, chitarra
Giovanni Falzone – tromba, flicorno
Zeno De Rossi – batteria, percussioni
JOHN COLTRANE “UN AMORE SUPREMO” – MUSICA FRA TERRA E CIELO NEW!
Testi e narrazione – Valerio Marchi
Letture – Nicoletta Oscuro
Musiche – Francesco Bearzatti – sax tenore
Luca Colussi – batteria
Gianpaolo Rinaldi – organo
Omaggio fantascientifico a Duke Ellington
Francesco Bearzatti – sax e clarinetto
Stefano Risso – contrabbasso ed elettronica
Mattia Barbieri – batteria
VIVA/DE ANDRÉ NEW!
L’idea del concerto/racconto si basa sull’assenza/presenza della voce. La voce politica, dell’impegno civile, che vive attraverso la sua opera e si contrappone all’assenza fisica della voce che non può più cantare per noi.Insieme al racconto delle fasi più importanti della sua vita, dall’infanzia alla passione per il jazz e Georges Brassens, ho provato a far riemergere un De André fuori dagli schemi grazie anche a inediti contributi audio che lo vedono protagonista (Luigi Viva)
Francesco Bearzatti – sax, clarinetto
Luigi Masciari – chitarra, direzione musicale e arrangiamenti
Giampiero Locatelli – piano (e/o Alessandro Gwis)
Francesco Poeti – basso
Pietro Iodice – batteria
Luigi Viva – voce narrante
2024 FRANCESCO BEARZATTI & FEDERICO CASAGRANDE ” And Then Winter Came Again” C.A.M. Jazz
2023 FRANCESCO BEARZATTI “P.A.Z. – POST ATOMIC ZEP” (doKumenta Music)
2021 FRANCESCO BEARZATTI “Portrait of Tony” (Parco della Musica)
2020 FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET “Zorro” (Cam Jazz)
2019 FRANCESCO BEARZATTI “Dear John” (Cam Jazz)
2018 FRANCESCO BEARZATTI & FRANCESCO CASAGRANDE “Lost Songs” (Cam Jazz) “
2016 FRANCESCO BEARZATTI “Tinissima Special Edition” (Casa del Jazz)
2016 FRANCESCO BEARZATTI & ANGELO COMISSO “M’illumino di Senso” (Blue Serge-Egea)
2015 FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET “This Machine Kills Fascists” (Cam Jazz)
2015 FRANCESCO BEARZATTI & MARTUX_M CREW “My Love Supreme” (Musica Jazz)
2014 FRANCESCO BEARZATTI TRIO THE BEARS “Live In France” (Parco Della Musica)
2013 FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET “MONK’N’ROLL” (Cam Jazz)
2010 FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET “X (Suite for Malcolm)” (Parco della Musica)
2008 FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4TET “Suite for Tina Modotti” (Parco della Musica)
2006 FRANCESCO BEARZATTI SAX PISTOLS “Stolen Days” (Auand AU9011)
2004 FRANCESCO BEARZATTI BIZART TRIO “Hope” feat. ENRICO RAVA (Auand AU9007)
2003 FRANCESCO BEARZATTI BIZART TRIO “Virus” (Auand AU9002)
1998 FRANCESCO BEARZATTI 4TET “Suspended Steps” (Caligola)
1994 “EFFETTO DOPPLER”, soundtrack to a short film by Guglielmo Zanette
Sideman – International Collaborations
2011 LAWRENCE D “BUTCH” MORRIS “Verona – Conduction® No. 43 & 46” (Nu Bop Records)
1998 KAISER LUPOWITZ TRIO “You Don’t” feat. Josh Roseman
1996 KEPTORCHESTRA MEETS JOE LOVANO “Miss Etna” (Caligola)
1996 KAISER LUPOWITZ TRIO “Domage” feat. Kurt Rosenwinkel
1995 VALERY PONOMAREV “Live at Vartan” feat. Ben Riley (Vartan Jazz)
FRANCESCO BEARZATTI
“The Peace Concert”
NEW ALBUM!
Francesco Bearzatti clarinetto, sax tenore
Federico Casagrande chitarra elettrica
Alessandro Turchet contrabbasso
U. T. Gandhi percussioni
Quartetto d’Archi Arrigoni:
Giovanni Di Giorgio violino
Domenico Mason violino
Jessica Orlandi viola
Alan Dario violoncello
Più di due anni fa, ho ricevuto da Flavio Massarutto, direttore artistico del festival, la proposta di presentare un nuovo lavoro per l’apertura di San Vito Jazz, in collaborazione con il quartetto Arrigoni. Questa richiesta mi ha portato a interrogarmi a fondo su quale potesse essere la fonte d’ispirazione più adatta per dar vita a un progetto originale e significativo. Fin dall’inizio, il mio obiettivo era quello di costruire un concept, in linea con le esperienze maturate nei miei lavori precedenti come quelli con il mio quartetto Tinissima, oppure come “Portrait of Tony”, la biografia musicale dedicata a Tony Scott. Successivamente, avrei pensato anche agli arrangiamenti per il quartetto d’archi, con l’intento di integrare al meglio le diverse sonorità. Nel periodo in cui iniziavo a progettare questo lavoro, il mondo era attraversato da numerosi conflitti e da una forte propaganda di guerra, volta a demonizzare chiunque si esprimesse a favore del dialogo e della pace. Questa atmosfera mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a scegliere proprio la pace come tema centrale del progetto. Da queste riflessioni è nato il concerto che ho scritto, articolato in quattro movimenti, pensati appositamente per un quartetto jazz e un quartetto d’archi. Per completare il minutaggio del disco, ho deciso di includere alcune composizioni aggiuntive: “H.C”, un brano dedicato a C. Haden, musicista e attivista di grande importanza per me, che rappresenta anche la mia prima esperienza di arrangiamento per quartetto d’archi; e “Guardieladri”, una composizione nata tempo fa per rendere omaggio a uno dei capolavori del neorealismo cinematografico italiano, qui arrangiata da Marco Bianchi.
Con questo lavoro desidero invitare all’ascolto e alla riflessione, augurando a tutti di trovare in queste note un messaggio di pace e di dialogo.
Francesco Bearzatti
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FRANCESCO BEARZATTI & FEDERICO CASAGRANDE
“AND THEN WINTER CAME AGAIN” NEW ALBUM OUT NOW!
Pubblicato da Auand Records, “Behind Anatomy” è il risultato di uno sforzo collettivo. Presenta il dinamico e creativo musicista Francesco Bearzatti al sassofono tenore e al clarinetto, insieme al contrabbassista, compositore e produttore elettronico Stefano Risso e al batterista Mattia Barbieri, un musicista che porta la stessa energia e lo stesso approccio sia alla musica elettronica che a quella acustica.
In questo contesto, l’aggiunta dell’elettronica (di Stefano Risso) diventa molto più del solito: un prezioso assistente. Escludendo intenzionalmente uno strumento armonico, il trio tratta l’elettronica come una sorta di quarto musicista, adottandola per riempire le texture armoniche altrimenti mancanti.
Perché creare musica ispirata al film del 1959 di Otto Preminger “Anatomia di un omicidio”? Forse perché questo film è un capitolo significativo nella storia del cinema? O forse perché la sua colonna sonora ha un fascino unico? Come spiega Stefano Risso a nome del gruppo: “Non lo sappiamo con certezza. Abbiamo sempre amato la colonna sonora di Duke Ellington. Abbiamo pensato a lungo di costruire una storia attorno a questo. Inoltre, l’idea di comporre musica non per una vera colonna sonora, ma di reinterpretare una colonna sonora di un film, mi ha davvero affascinato. Il concetto è molto semplice: si tratta di estrarre parti di quella colonna sonora e trovare nuove armonie e ritmi sovrapponendo musica campionata. Per spiegarlo meglio: due accordi presi da pezzi diversi creano un poliaccordo; due ritmi da pezzi originali diversi creano un poliritmo. Da lì, puoi immaginare, combinare e scrivere nuova musica. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto. È simile all’idea alla base dell’hip-hop. In molti di questi pezzi, abbiamo creato sezioni che chiamiamo “Hip”, che sono come dei ritornelli con melodie molto semplici, sebbene sovrapposte a poliaccordi o poliritmi. È un processo di stratificazione che rivela il blues nell’originale colonna sonora, la semplicità dell’hip-hop e la freschezza del jazz contemporaneo.»
“POST ATOMIC ZEP OUT VENERDÌ 28 APRILE!
FRANCESCO BEARZATTI
“POST ATOMIC ZEP”
Francesco Bearzatti – sax, elettronica
Danilo Gallo – basso, elettronica
Stefano Tamborrino – batteria, voce
Venerdì 28 aprile esce in formato fisico e su tutte le piattaforme streaming
“Post Atomic Zep”, il nuovissimo album dell’acclamato sassofonista italiano Francesco Bearzatti, noto per il suo approccio al jazz che è solito spingersi oltre i confini del genere. L’album – su etichetta doKumenta Music e distribuzione a cura di TAG – si costituisce come un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin.
Affiancato da talentuosi musicisti al basso, alla batteria e agli effetti per chitarra dal vivo, Bearzatti offre una versione fresca ed elettrizzante di alcuni dei più grandi successi dello storico gruppo britannico.
Undici tracce che riflettono lo stile caratteristico del sassofono di Bearzatti – capace di fondere melodie intricate a improvvisazioni audaci e rocambolesche – e risuonano di influenze che vanno dal free jazz al rock: “Post Atomic Zep” promette di essere un must per gli appassionati di musica avventurosa e di artisti come John Zorn e The Bad Plus. Ai grandi classici dei Led Zeppelin quali Stairway To Heaven e Going To California sono affiancate anche alcune composizioni originali frutto della visione creativa unica di Bearzatti e dei suoi collaboratori. Con il suo approccio innovativo alla piegatura del genere e all’esplorazione musicale, questo album farà sicuramente scalpore sia nel mondo del jazz che in quello del rock.
“Con questo nuovo progetto ho voluto chiudere un cerchio molto importante per me, cominciato nel lontano 2005 con la pubblicazione di tre pezzi dei led Zeppelin uniti a mo’ di suite.Terminare un intero lavoro sulla musica degli ZEP e poterlo portare in tour era una cosa che avevo in mente da anni e sono felice di esserci finalmente riuscito. Mettere il distorsore sul sax e sentirsi contemporaneamente Page e Plant non ha eguali per me che sono cresciuto con questa musica. Attraverso l’improvvisazione sono in grado di rimaneggiare il repertorio dei Led Zeppelin in totale libertà e grazie all’apporto di musicisti meravigliosi come Gallo e Tamborrino la sensazione di essere una rock band è reale.”
Francesco Bearzatti












