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Si intitola Corsara ed è il sesto album della cantautrice partenopea e il suo primo in lingua napoletana. Una penna raffinata e ironica al servizio di una voce appassionata e caleidoscopica, apprezzata in Italia e amata in Europa, dove ha calcato i palchi più importanti della World Music d’autore.
Corsara è il ritratto di una Napoli che spesso non si vede e il ritratto di un’artista che continua a navigare fuori dalle rotte convenzionali. Flo mescola stili e linguaggi, storie vere e credenze popolari, poesia e teatro, restituendo a chi la ascolta momenti pieni di quella vitalità, di quell’umorismo e lieve malinconia, tipici della teatralità del Sud. Foto di Francesca Errichiello Protagonisti di quest’opera sono i corsari e le corsare di ieri e di oggi: naviganti senza paura e senza padroni, che tracciano rotte proprie e difendono solo ciò che amano.
E’ attraverso questa immagine che Flo illumina una Napoli laterale, abitata da figure sommerse o dimenticate. Col suo piglio da cantastorie, canta e cunta di Giulia Civita Franceschi, la Montessori napoletana, che a bordo della nave-asilo Caracciolo salvò dall’abbandono e dalla miseria, centinaia di scugnizzi; di Austino ’o pazzo, il rocambolesco centauro che in sella al suo Gilera infiammava il popolo partenopeo; di Santo Cassese, autore della bellissima Nuttata ‘e sentimento, morto in guerra a soli quarant’anni.
Intorno a queste figure, Flo intreccia sentimenti, radici familiari e desideri. L’album e il concerto sono interamente suonati, dall’inizio alla fine, da persone reali, strumenti reali, voci reali; un’opera costruita con la cura artigianale di chi conosce il valore dei dettagli e la complessità delle emozioni.

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