Informazioni

ESCE IL 5 GIUGNO

“LUMITHIA”

IL NUOVO ALBUM

(Etichetta: Cam Jazz / Distribuzione Digitale: Fugamusic)

Pre-save versione digitale: https://found.ee/Lumithia

Formati disponibili: cd, digitale

LUMITHIA è il nuovo album della chitarrista e compositrice ELEONORA STRINO, in uscita il prossimo 5 giugno per Cam Jazz e anticipato lo scorso 30 aprile dall’estratto “La Campana di Vetro”. Tredici tracce incise per chitarra sola, un lavoro profondamente intimo, narrativo e letterario, che si muove come un diario emotivo più che come una semplice raccolta di brani.
Il filo conduttore è una ricerca sul mondo femminile, attraversata da figure reali e immaginarie: scrittrici, personaggi di romanzi, rivoluzionarie, affetti personali. Ne emerge un universo fatto di fragilità, ribellione, memoria e identità, in cui la musica diventa traduzione diretta di esperienze interiori molto forti.
LUMITHIA oscilla tra delicatezza e inquietudine: da un lato la dimensione lirica, quasi contemplativa, dall’altro momenti di tensione emotiva intensa, legati a dolore, alienazione, trasformazione e paura, con una costante sensazione di immersione profonda nelle storie e nelle coscienze da cui l’artista trae ispirazione.
L’album ha anche un forte legame con la parola scritta: molti brani nascono da libri e letture che hanno avuto un forte impatto sull’artista. La chitarra funziona quindi come una voce unica che racconta senza mediazioni, mantenendo tutto essenziale, diretto, quasi confessionale.
La chiusura del disco è affidata a una rilettura di Alfonsina Y El Mar nella quale Eleonora Strino, oltre a suonare, canta con passione il testo della celebre canzone del 1969 portata al successo da Mercedes Sosa, omaggio alla poetessa argentina Alfonsina Storni, morta suicida a soli 40 anni nel Mar de La Plata.
Le note di copertina del famoso critico e giornalista musicale Brian Morton chiudono il cerchio descrittivo di questo nuovo lavoro della chitarrista napoletana: La chitarra è uno strumento presente in quasi tutti i generi musicali (classica, jazz, rock, folk, blues) e la sua diffusione si estende in tutto il mondo. La maggior parte dei chitarristi si colloca in una corrente o nell’altra, ma Eleonora Strino è riuscita a spaziare tra molte forme e linguaggi diversi. Il suo ultimo CD per CAM JAZZ è Lumithia, un frammento di alchimia personale in cui trasforma il legno, le corde e le meccaniche metalliche dello strumento in arte nella sua forma più pura. È raro che un recital di chitarra solista vada così lontano e così in profondità: un altro passo significativo nel percorso di un’importante artista contemporanea.

Riconosciuta dalla critica come una delle più talentuose giovani chitarriste della scena jazz internazionale, Eleonora Strino ha iniziato a suonare lo strumento da adolescente, folgorata dall’ascolto di un album di Jim Hall con Bill Evans.
Dopo gli studi nei conservatori di Napoli e Amsterdam, inizia la sua carriera professionale nell’orchestra del compositore Roberto De Simone. Importantissimo è l’incontro con il contrabbassista Greg Cohen durante un’audizione a Berlino che, dopo averla vista suonare, la sceglie per una collaborazione che porta a concerti in tutta Europa e poi, nel 2017, ad incidere insieme l’album “Si, Cy”.
Collabora per diversi anni dal vivo e in studio con il pianista Dado Moroni con cui si esibisce nei principali festival jazz italiani con la vocalist americana Adrianne West.
Nel 2021, incide un nuovo album con Greg Cohen al contrabbasso e con Joey Baron alla batteria, registrato a Berlino e nel 2022 partecipa al tour “Donne e Musica” con Ornella Vanoni, ultima serie di performance live dell’artista.
Da anni incide album con diversi progetti a proprio nome e in collaborazione con altri artisti. Ha vinto premi internazionali, svolge masterclass e compie tour in Europa e Asia; ad aprile 2026 per la prima volta si è esibita negli Stati Uniti, suonando a Palo Alto, New York, Philadelphia, Baltimore, Washington, Boston e Providence. Nello stesso mese è apparsa per la seconda volta sulla copertina della prestigiosa rivista Jazz Guitar Today.

Lumithia è stato registrato, mixato e masterizzato a Dicembre 2025 da Stefano Amerio presso gli studi Artesuono di Cavalicco, con la produzione artistica di Ermanno Basso.

 

Crediti dell’album:

 

LUMITHIA – Eleonora Strino

  1. Danny Boy
  2. La Campana Di Vetro
  3. Jezabel
  4. Il Risveglio di Chopin
  5. Aleksandra Kollontaj
  6. Montenuovo
  7. Lumithia
  8. Virginia
  9. Modesta
  10. Camille
  11. Ninna Nanni
  12. La Vegetariana
  13. Alfonsina Y El Mar

ELEONORA STRINO – chitarra elettrica (all tracks), voce (track 13)

Produzione Artistica: Ermanno Basso

Registrato mixato e masterizzato da Stefano Amerio a Cavalicco (UD) ad Artesuono Recording Studio

Management & Booking: NAM AGENCY (Nicola Adriani) namusicagency@gmail.com

Photos © Luca D’Agostino

Ufficio stampa: BIG TIME pressoff@bigtimeweb.it

All music by Eleonora Strino except tracks #1 Frederic Weatherly; #13 Félix Luna-Ariel Ramírez

All tracks © KEPACH Music S.r.l. except tracks #1 P.D.; #13 Lagos Editorial

℗ 2026 KEPACH Music S.r.l. Under License by CAM CINE TV MUSIC, Inc.

ELEONORA STRINO – LUMITHIA – Guida all’ascolto

Danny Boy

È una ballata irlandese. Ha una melodia molto bella e dopo aver ascoltato diverse celebri versioni di grandi artisti come Bill Evans, Teddy Green, John Scofield, Elvis Presley ecc.. ho pensato di farne anche una io nel mio piccolo.

 

La Campana di Vetro: titolo dell’unico romanzo di Sylvia Plath, fortemente autobiografico.

Durante la lettura di questo libro ho sentito una frattura all’interno, come se qualcosa si rompesse irreversibilmente.
Sylvia Plath mi ha fatto un’iniezione del suo dolore, mai nessun’opera d’arte era arrivata a tanto.
Ricordo che ero in treno mentre finivo di leggerlo, ho avuto una specie di attacco di panico ma non sono riuscita ad interrompere la lettura. Poi sono tornata a casa ed ho scritto questo brano tutto d’un getto.

 

Jezabel: titolo del libro di Irène Némivrosky.

Credo che Némivrosky sia una delle scrittrici più brave mai esistite, al pari di Tolstoj, Dostoevskij, Proust, Woolf ecc..
È un libro che mi ha fatto profondamente riflettere sull’essere donna, soprattutto sull’essere una donna che si avvicina ai quaranta. Vedere il proprio corpo invecchiare inesorabilmente, la giovinezza che si stacca giorno dopo giorno dal volto ed essere costretti ad adattarsi a quella nuova forma. Cosa succede se non ci si riesce ad adattare? Cosa succede se per la società l’aspetto è il primo biglietto da visita e non sembra esserci concesso di invecchiare degnamente?
Némivrosky lo descrive in maniera sublime  in questo meraviglioso romanzo.

 

Il Risveglio di Chopin: ispirato al romanzo di Kate Chopin ‘Il Risveglio”.

Prima ancora di Virginia Woolf, Kate Chopin ha dato voce al dissidio interiore femminile attraverso questo romanzo uscito nel 1899 in un’epoca in cui le donne non ne avevano alcuna.
La protagonista è una donna che non riesce più a vestire i panni della sola madre e moglie. Inizia a germogliare dentro lei il seme dell’arte, della ribellione, della passione così decide di spogliarsi e di nuotare fin al punto in cui ha sempre avuto paura di arrivare.

 

Aleksandra Kollontaj: dedicato alla vita della grande rivoluzionaria russa.

Einaudi ha pubblicato una sua stupenda biografia.
Prima donna ministra ed ambasciatrice nella diplomazia dei grandi paesi europei, grande oratrice.
Ha lasciato figli e marito per andare a studiare in Svizzera il Marxismo ed ha lottato per la rivoluzione operaia femminile.
Ho deciso di dedicare un brano a lei perché leggere la sua vita è stata una fonte totale di ispirazione, mi ha anche ricordato a tratti una Anna Karenina ma vincente.

 

Montenuovo: nome della caldera vulcanica nei pressi di Pozzuoli (Napoli):

La notte dissipa nel mare la frenesia dei bimbi, la quiete ed il silenzio come lenzuola di morbido lino ricoprono la terra.
Eppure Il jazz è nato di notte, mentre tutto taceva.
Eppure mentre tutto taceva in una notte del 1953 si è formato il Monte Nuovo seppellendo l’intero villaggio di Tripergole.
Vulcano che si erge in un luogo che pullula di leggende e di miti: Lago d’Averno, porta di accesso all’Ade, il mondo degli inferi. Cuma, l’antro della Sibilla. Così racconta Virgilio nell’Eneide.
È la Sibilla Cumana, profetessa del dio Apollo, che guida Enea lungo il suo viaggio negli Inferi: ”Così pregando avea le braccia avvinte Al sacro altare, allor che la sibilla. A dir riprese: Enea, germe del cielo. Lo scender ne l’Averno è cosa agevole, Chè notte e dì ne sta l’entrata aperta; Ma tornar poscia e riveder le stelle, Qui la fatica e qui l’opra consiste”.”
E ancora Terra dei Giganti, la lotta dei Ciclopi e dei Titani, della nascita di Venere per Boccaccio. Questo brano è un omaggio alla terra di fuoco, acqua e miti in cui sono nata.

 

 Lumithia: titolo del romanzo di mia madre.

Sono cresciuta in una casa piena d’arte, la passione per la scrittura me l’ha trasmessa senz’altro mia madre. Lei ha scritto sempre poesie e poi un solo romanzo che si intitola appunto Lumithia.
È un romanzo principalmente autobiografico, ambientato a S. Biase, un piccolo paese di 300 abitanti dove è nata e cresciuta prima di trasferirsi a Napoli ed incontrare mio padre. La sua vita non è stata per niente semplice, quello da cui viene è un contesto rude, crudo, spietato. I miei nonni erano dei contadini analfabeti, vivevano in un’unica stanza da piccoli, in sei: loro due e i quattro figli.
La parte che mi ha ispirata di più del romanzo è la bambina terrorizzata che vede i fantasmi in collegio e viene molestata dallo zio. Allora ho provato ad immaginare mia mamma piccola, lì da sola in quel letto e le ho scritto questa melodia per provare a rassicurarla.

 

Virginia: dedicato a Virginia Woolf.

Ho sempre trovato un po’ difficile leggere Virginia Woolf, ma non potevo non dedicarle un brano della mia ricerca artistica nel mondo femminile. Con ‘Una Stanza tutta per sé’ sdogana la libertà di espressione della donna e lo fa avvalendosi principalmente di una metafora di un pesce che nuota liberamente nella corrente.
È interessante come l’elemento ‘acqua’ sia ricorrente ed incarni il simbolo principale della libertà sia in questo saggio, sia in un altro romanzo della Woolf ‘Gita al faro’, sia come nel libro di Chopin ’Il Risveglio’.
L’Acqua sembra avere il potere di concedere la libertà di espressione, ma anche di dissipare i dolori legati alla sua mancanza. Non è un caso che le celebri morti, sia quelle reali sia quelle inventate delle protagoniste dei romanzi, avvengano nell’acqua. Woolf ha scelto il flusso continuo del fiume per porre fine alla sua esistenza, Chopin quello scontornato del mare per il suicidio della sua protagonista e lo stesso Alfonsina Storni.

Modesta: nome della protagonista del romanzo di Goliarda Sapienza ‘L’Arte della Gioia’.

Personaggio rivoluzionario, anticonformista con una visione iper-moderna ed innovativa dei rapporti umani, Modesta è sicuramente una delle protagoniste della letteratura che mi ha fatto più innamorare.
Dobbiamo ringraziare la Francia per aver reso edito questa perla che l’Italia del post guerra aveva chiaramente gettato nel fuoco delle streghe. Goliarda Sapienza è una delle artiste che amo di più in assoluto.

 

Camille: dedicato alla mia amica Camille

Alcune donne che mi hanno ispirata in questa ricerca artistica sono protagoniste di romanzi, altre scrittrici, ed altre ancora donne reali che ho la fortuna di avere come amiche o come parenti.
Questo brano è stata un’improvvisazione estemporanea in studio, la mia amica francese Camille era presente e prima di entrare in studio mi ha detto: ‘Ho notato che in questo progetto non hai incluso nessun’artista di colore. “Potresti farti ispirare da Miriam Makeba ad esempio”, Miriam Makeba detta Mamma Africa, cantante ed attivista sudafricana, morta tra l’altro a Castel Volturno vicino Napoli, mia terra natia. Celebre per la canzone ‘Pata Pata’.
Allora sono entrata in studio ed ho pensato a Camille e a Pata Pata…

 

Ninna Nanni: dedicata a mio nipote Nanni.

Ho voluto scrivere una ninna nanna per il mio primo nipotino Nanni che porta il nome di mio padre che purtroppo è mancato poco prima che nascesse: Giovanni Strino.

 

 La Vegetariana: titolo del libro del premio Nobel Han Kang

Lessi questo libro poco prima che Han Kang vincesse il Nobel ed ho pensato quanto geniale fosse questa scrittrice.
Romanzo a tratti grottesco, sadico e terrificante, La Vegetariana mi ha ispirata questa melodia un pò folk/country, l’ho cantata nella testa mentre leggevo il libro ed ho pensato che potesse essere una soundtrack che si addiceva.

 

 Alfonsina Y El Mar: celebre zamba argentina che omaggia Alfonsina Storni.

Poetessa svizzera naturalizzata argentina morta suicida in mare. Il testo è letteralmente una poesia e la musica una delle melodie più belle mai realizzate.

“LA CAMPANA DI VETRO”

Il primo estratto dal nuovo album in uscita il prossimo 5 giugno

(Etichetta: Cam Jazz / Distribuzione Digitale: Fugamusic)

La campana di vetro” è il nuovo inedito di ELEONORA STRINO disponibile su tutte le piattaforme streaming il 30 aprile e che anticipa l’uscita del suo prossimo album il 5 giugno per Cam Jazz “Lumithia.

Un brano essenziale e profondo, composto e interpretato con la sensibilità che fa di Eleonora Strino un’artista capace di interpretare la tradizione chitarristica di personaggi come Jim Hall e Barney Kessel con la contemporaneità della sua generazione.

Riconosciuta dalla critica come una delle più talentuose giovani chitarriste della scena jazz internazionale, Eleonora Strino ha iniziato a suonare lo strumento da adolescente, folgorata dall’ascolto di un album di Jim Hall con Bill Evans.

Dopo gli studi nei conservatori di Napoli e Amsterdam, inizia la sua carriera professionale nell’orchestra del compositore Roberto De Simone.

Importantissimo è l’incontro con il contrabbassista Greg Cohen durante un’audizione a Berlino che, dopo averla vista suonare, la sceglie per una collaborazione che porta a concerti in tutta Europa e poi, nel 2017, ad incidere insieme l’album “Si, Cy”.

Collabora per diversi anni dal vivo e in studio con il pianista Dado Moroni con cui si esibisce nei principali festival jazz italiani con la vocalist americana Adrianne West.

Nel 2021, incide un nuovo album con Greg Cohen al contrabbasso e con Joey Baron alla batteria, registrato a Berlino e nel 2022 partecipa al tour “Donne e Musica” con Ornella Vanoni, ultima serie di performance live dell’artista.

Da diversi anni incide album con diversi progetti a proprio nome e in collaborazione con altri artisti. Ha vinto premi internazionali, svolge masterclass e compie tour in Europa e Asia; ad aprile 2026 per la prima volta si è esibita negli Stati Uniti, suonando a Palo Alto, New York, Philadelphia, Baltimore, Washington, Boston e Providence. Nello stesso mese è apparsa per la seconda volta sulla copertina della prestigiosa rivista Jazz Guitar Today.

Crediti del brano La Campana di Vetro:

Brano composto da Eleonora Strino

Eleonora Strino – chitarra elettrica

Produzione Artistica: Ermanno Basso

Registrato mixato e masterizzato da Stefano Amerio a Cavalicco (UD) ad Artesuono Recording Studio

Management & Booking: NAM AGENCY (Nicola Adriani) namusicagency@gmail.com

Photos © Luca D’Agostino

Ufficio stampa: BIG TIME pressoff@bigtimeweb.it

Fabio Tiriemmi – Mobile Ph. +39 329 9433332

Claudia Felici – Mobile Ph.   +39 329 9433329

© 2026 Kepach Music S.r.l.

℗ 2026 KEPACH Music S.r.l. Under License by CAM CINE TV MUSIC, Inc.

ELEONORA STRINO AL GIALAPPA SHOW

ELENORA STRINO 

MATILDE

uscito per Camjazz
disponibile su
https://camjazz.lnk.to/CAMJ7979

L’ALBUM È STATO PRESENTATO AL BLUE NOTE DI MILANO IL 18 FEBBRAIO 2025

“Matilde è una donna che balla da sola in un piccolo paesino nell’entroterra della Spagna. Gli unici compagni di danza: un vento leggero che gioca con i suoi lunghi capelli neri ed un foulard bianco, intrecciato alle braccia affusolate.
Lei è fiera, ha il volto sempre rivolto verso l’alto e sembra non temere nulla.
Non ha paura del giudizio delle persone che la guardano quasi come fosse un’invasata, i suoi occhi sono chiusi e ridenti. Non ha paura di trovarsi in un territorio che non è il suo perché non appartiene a nessun luogo. Non ha paura di essere sola. Mahthildis: da maht “forza”, “potenza” e hild “battaglia”Lei è Matilde: forte guerriera

A mio Padre, per avermi insegnato ad essere una donna libera”

Eleonora Strino

Line up:

Eleonora Strino – chitarra

Giulio Corini – contrabbasso

Claudio Vignali – piano

Zeno De Rossi – batteria 

“Per i giovani intervistatori che si occupano di arte sono scarse le opportunità di formazione, però c’è un consiglio che solitamente viene dispensato: non chiedere mai all’artista da dove trae la sua ispirazione.
È una domanda apparentemente banale che può soltanto suscitare risposte banali e talvolta dense di sarcasmo. Eppure certe volte, nel giusto contesto, è esattamente la domanda da fare. Più spesso di quanto si pensi, romanzieri, poeti e musicisti sono molto contenti di spiegare che quella loro nuova opera ha avuto inizio in un momento preciso, da un suono, un accostamento casuale di parole o, molto spesso, un’immagine. A proposito del proprio romanzo La donna del tenente francese, lo scrittore britannico John Fowles ha raccontato di aver tratto ispirazione esclusivamente dalla figura, più volte immaginata, di una donna in abiti d’altri tempi, ferma su un molo deserto a guardare il mare. Ne è nato un romanzo che scandagliava non solo i modi fare e di pensare che hanno portato la Gran Bretagna a diventare quello che attualmente è, ma anche la natura stessa della narrativa.
Qui, nella nuova musica di Eleonora Strino, si sta compiendo qualcosa di simile. Conosciamo “Matilde”, pensata non immobile e smarrita come la Sarah Woodruff di Fowles, ma intensamente viva e mutevole, mossa dal vento, rappresentata con due soli colori, il nero dei capelli e il bianco della sciarpa. Ciò che rende Matilde affine a Sarah è un certo tratto inquietante. Qual è la sua storia e di cosa è capace? Fowles ha avuto bisogno di parecchie pagine, tanta ricerca storiografica e un continuo viaggio tra passato e presente. Eleonora Strino è stata ispirata innanzitutto da un quadro dipinto dal padre, ormai scomparso. Ma stabilire quali siano le fonti da cui prende spunto è un affare più complesso. Attinge a piene mani dalla musica spagnola e dalla lunga tradizione della chitarra jazz, dalle sonorità di Wes Montgomery, Joe Pass, Herb Ellis, Grant Green, Pat Martino, Jim Hall ed Emily Remler. Nell’era del rock la chitarra elettrica ha acquisito un’immagine stranamente mascolinizzata, fallica e aggressiva, laddove in precedenza era sempre prevalso un forte e inconscio collegamento tra il corpo della chitarra e il corpo femminile. E la chitarra elettrica si rivela uno strumento che non oppone resistenza fisica al musicista, che può essere suonato senza sforzo a un volume clamorosamente alto o a ritmo veloce con poca fatica apparente. Viene da pensare a un’artista contemporanea come Mary Halvorson, piccola d’aspetto ma grande nelle sue prestazioni musicali, o a Emily Remler che, secondo quanto da lei stessa dichiarato, dietro l’apparenza di una graziosa ragazza ebrea del New Jersey, celava l’anima di un omone di colore dal pollice enorme. Eleonora Strino suscita un’impressione simile, forse espressa al meglio nell’immagine di Matilde come miscela di delicatezza e forza, salda ma taciuta determinazione, magari perfino con un lieve sentore di pericolo. Questa, devo ammettere, è la musica guidata da una chitarra più coinvolgente che abbia ascoltato da tempo. Mentre adesso lo strumento è costretto spesso a ricorrere a elementi dell’energia rock per ristabilire il proprio ruolo nel jazz, Strino sembra suonare con uno stile molto vicino a quello dei maestri del jazz citati prima, aggiungendo però del suo. Non si tratta di far finta che Jimi Hendrix non sia mai esistito, ma di capire che c’è un altro modo di fare le cose. Matilde non ha paura di stare da sola né di ritrovarsi lontana da casa e in un territorio inconsueto. In un
certo senso, questa è l’essenza del jazz. È musica profondamente individualista che dà pari risalto all’intera formazione, come fa Strino con i suoi eccellenti accompagnatori. È musica che danza da sola ma attira lo sguardo e l’attenzione di tutti. Di certo sono state scritte pagine e pagine sulle storture dello “sguardo maschile”. La domanda è sempre la stessa: “Chi tiene le fila della situazione? Chi esercita il controllo sullo sguardo?”. In questo caso, la risposta è nota.
Abbandonatevi tranquillamente a Matilde: vi trascinerà in un viaggio indimenticabile, all’interno di ciò che significa essere una donna forte, creare qualcosa dal nulla, lasciarsi trasportare dalla danza della musica.”

Brian Morton

Brian Morton, scrittore scozzese, giornalista e conduttore radiofonico, specializzato principalmente in jazz e letteratura moderna, è co-autore di The Penguin Guide to Jazz Recordings.

ELEONORA STRINO OSPITE DI STEFANO BOLLANI
E VALENTINA CENNI
NEL PROGRAMMA “Via dei Matti n. 0”
puntata del 16 Gennaio 2025

Video

Galleria Foto